Italienische Publikationen

Lorena Battistoni

Il beato Simone Rinalducci da Todi Agostiniano (1260 ca. - 1322)

Todi: Edizioni dell'Anthurium 2010, 110 p.
(Historica Tudertina, 6) ISBN 978-88-89552-21-6

Tra le schiere e l’opera degli Ordini Mendicanti a Todi dobbiamo ricordare anche gli Agostiniani, che soprattutto attraverso l’opera del Beato Simone Rinalducci hanno dato alla storia religiosa della città un contributo di grande rilievo. Proprio il Beato ha portato a due i conventi degli Agostiniani, entrando nel vivo della città e offrendo un contributo decisivo all’evangelizzazione attraverso una forte testimonianza ecclesiale e una predicazione decisiva.
Il passaggio dal convento di S. Agostino fuori le mura a quello di S. Prassede, nel cuore della città, ha segnato un nuovo coinvolgimento degli Agostiniani, ..., le quali non avevano una caratteristica esclusivamente contemplativa, ma dovevano offrire un modello di chiesa e di condivisione, e potevano così permettere ai sacerdoti di partecipare all’evangelizzazione della città in forma più diretta.

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Andrea Colli

Tracce agostiniane nell'opera di Teodorico di Freiberg.
Prefazione di Maarten J.F.M. Hoenen

Milano: Marietti 2010, 196 p.
(Collana di Saggistica, 121) ISBN 978-88-211-6524-5

La scelta di servirsi delle opere di Agostino per rileggere le tesi provenienti dalla tradizione peripatetica costituisce un tratto originale del pensiero di Teodorico di Freiberg (1240-1310), domenicano tedesco protagonista del dibattito accademico parigino di fine XIII secolo. Nelle sue opere le nozioni agostiniane di abditum mentis e imago Dei trovano spazio accanto alla noetica aristotelica, così come i richiami all’XI libro delle Confessiones completano in modo atipico la definizione di tempo del IV libro della Physica. Egli documenta così un modo di procedere innovativo che fa di Agostino un vero interlocutore filosofico, non semplicemente un punto di riferimento convenzionale.

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Gabriele Ferlisi

Guida alle "Confessioni" di Agostino

Milano: Ancora 2011, 176 S.
(Il Pozzo) ISBN 978-88-514-0871-8

Questo libro è una guida alla lettura del capolavoro agostiniano per aiutare a scoprirne la straordinaria ricchezza e la perenne freschezza che affascina e fa bene all’animo.

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Giacomo da Viterbo al tempo di Bonifacio VIII. Studi per il VII centenario della morte

a cura di Pasquale Giustiniani - Gianpiero Tavolaro

Roma: Edizioni del Centro Culturale Agostiniano 2011, XXI, 302 p.
(Subsidia Augustiniana Italica, II.2) ISBN 978-88-904307-7-0

Giacomo da Viterbo († 1308) è stato senza dubbio uno dei grandi maestri della scuola teologica degli agostiniani eremitani del medioevo. A settecento anni della morte, il Centro culturale agostiniano di Roma e la comunità agostiniana viterbese hanno sentitio il dovere di rendergli omaggio con una serie di giornate di studio e di altri eventi religiosi e culturali, a Viterbo, sua città d’origine, e a Napoli, città di cui fu arcivescovo per volontà dei sovrani angioini e del pontefice Bonifacio VIII (1294-1303).

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Anna Delle Foglie

La Cappella Caracciolo del Sole a San Giovanni a Carbonara. Presentazione di P. Robert F. Prevost, saggio introduttivo di Gennaro Toscano

Milano: Editoriale Jaca Book2011, XXIV, 166 p. ; Ill.
(Storia dell'arte, 47) ISBN 978-88-16-41107-4

La cappella Caracciolo del Sole nella chiesa di San Giovanni a Carbonara rappresenta uno straordinario esempio di autunno del Medioevo. Se infatti lo storico olandese Johan Huizinga applicava la categoria alla civiltà borgognona, quello che accade a Napoli tra la fine della dinastia degli Angiò Durazzo e l’arrivo di Alfonso d’Aragona il Magnanimo si può analogamente immaginare come un frutto portato al culmine della sua maturazione.
Il libro mette in luce gli aspetti di una stagione artistica cosmopolita, in dialogo con le varie realtà del gotico internazionale, in un intreccio con il gusto mediterraneo.
Lo studio analizza la storia del monumento nel contesto della spiritualità degli agostiniani osservanti. Il significato delle storie sacre che decorano interamente le pareti è svelato da una lettura iconografica che evidenzia sinergia tra il chiostro e la corte.

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Alessandro Cosma, Valerio Da Gai, Gianni Pittiglio

Iconografia Agostiniana. Dalle origini al XIV secolo

Roma: Città Nuova Editrice, 2011, 614 p., Ill.
(Nuova Biblioteca Agostiniana; Opere di Sant'Agostino, 41,1) ISBN 978-88-311-9479-2

La serie di volumi dedicata all’iconografia di Agostino è stata ideata come una raccolta di più possibile sistematica delle testimonianze figurative riguardanti il santo lungo un arco cronologico che, a partire dalle prime immagini conosciute, giunge fino al XVIII secolo. ...
Il primo volume si chiude così con la fine del XIV secolo e tenta di rendere conto delle origini e delle prime fondamentali raffigurazioni del santo. Per il Quattrocento ed il Cinquecento, la quantità e la qualità delle opere conservate, nonché la definitiva affermazione del concetto di personalità artistica, renderanno necessaria una partizione cronologica più circoscritta, in base alle quale ad ogni secolo corrisponderà una differente trattazione.
La serie, infine, intende chiudersi con un volume didicato al Seicento e al Settecento, anni in cui nuovi problemi legati alle mutate esigenze dei committenti, a seguito della Controriforma, al conseguente ampliamento degli orizzonti geografici della cristianità, determineranno ulteriori cambiamenti e sviluppi dell’iconografia di sant’Agostino.

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Massimo Vedova

Esperienza e dottrina. Il Memoriale di Angela da Foligno

Roma: Edizioni Collegio San Lorenzo da Brindisi, 2009, 394 p.
(Bibliotheca Seraphico-Capuccina, 87) ISBN 978-88-88001-62-3

Il Memoriale di Angela da Foligno (1248-1309) è senza dubbio uno dei classici della spiritualità femminile medioevale in ambito italiano in grado di reggere il confronto per profondità di contenuti e arditezza d’espressione con gli scritti delle grandi mistiche del Centro Europa come Matilde di Magdeburgo o Gertrude di Helfta, solo per citare donne a lei contemporanee. ...
Il presente lavoro si distingue per la grande attenzione al testo latino che nel primo fra i testimoni manoscritti a noi giunti, il codice di Assisi, riporta tali racconti unici nel loro genere. Attraverso l’analisi puntuale del lessico e la strutturazione generale del testo, si aprono nuove prospettive di studio, nuovi valori e significati, mostrando come tali narrazioni abbiano la pretesa di „fare“ teologia in maniera diversa e alternativa ai teologi di professione, di veicolare cioè una profonda dottrina su Dio e lo sviluppo della sua relazione con l’anima credente fino a vette sconcertanti e meravigliose.

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Sant' Agostino

L'unità dei cristiani

a cura di Luigi Manca

Roma: Città Nuova Editrice, 2010, 188 p.
(Piccola Biblioteca Agostiniana, 47) ISBN 978-88-311-4747-7

L’amore per l’unità della Chiesa, che, di per sé, è una nota che accomuna tutti i Padri, lo è in modo particolare per il vescovo d’Ippona, il quale, su questo amore, costruisce un’appassionata strategia per il recupero dei donatisti nella comunione cattolica. A questi ultimi, sulla base di fondate argomentazioni teologiche, il nostro vescovo riconosce lo statuto essenziale di cristiani e, dunque, la validità del loro battesimo. Un riconoscimento di grande importanza a quei tempi e, ancor più, ai nostri giorni, nel contesto del dialogo fra le diverse Confessioni cristiane, perché, come ci ricorda Giovanni Paolo II nell’enciclica sull’ecumenismo Ut unum sint, l’unità è l’obiettivo primario che la Chiesa deve perseguire, in quanto costituisce, per volontà di Dio, il bene supremo. L’elaborazione dell’ecclesiologia di comunione maturata da Agostino nel contesto di una Chiesa ferita dallo scisma donatista offre anche oggi non pochi elementi che meritano di essere oggetto di maggiore attenzione da parte di coloro che hanno a cuore l’unità della Chiesa come germe di unità di tutto il genere umano.

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I Canoni dei Concili della Chiesa Antica, a cura di Angelo Di Berardino

II. I Concili Latini
2. I Concili Gallici, vol. 1 (Rossana Barcellona - Mario Spinelli)

Roma: Institutum Patristicum Augustinianum 2010, 258 p.
(Studia Ephemeridis Augustinianum, 119) ISBN 88-7961-129-1

Questo terzo volume della raccolta dei canoni dei concili della chiesa antica, secondo de I concili latini e primo dei due dedicati alla Gallia, riporta i testi delle assemblee episcopali della Gallia, dei secoli quarto e quinto, a partire da quello di Arles del 314 fino a quello di Agde del 506. Include anche i canoni del concilio di Torino del 398, che, benché non si svolse in territorio gallico, riguarda esclusivamente la chiesa della Gallia.
La raccolta si apre con il grande concilio dei vescovi occidentale di Arelate (la moderna Arles), voluto dall’imperatore Costantino, per risolvere la lacerante divisione donatista della chiesa africana, sorta come conseguenza della persecuzione di Diocleziano nel contesto della tipica ecclesiologia dei cristiani delle province africane. Il volume si chiude con il concilio di Agathe (L’attuale Agde), città sulla costa mediterranea della Gallia del sud, nella Septimania. Esso fu celebrato poco prima della sconfitta dei visigoti nel 507 a Voullié (Vogladum) e della fine del regno di Tolosa. I concili successivi della Gallia furono celebrati nei regni dei merovingi, dei burgundi (Épaone 517; Lione 518-523) e degli ostrogoti (Arles 524; Carpentras 527).

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Beatrice Cillerai

La memoria come capacitas Dei secondo Agostino. Unità e complessità

Pisa: Edizioni ETS 2008, 379 p.
(philosophica, 47; serie viola) ISBN 978-88-4672056-6

Fin dal 386 Agostino riflette sul problema della memoria, dando vita a riflessioni di diversa natura ed entità. Le più celebri sono certamente quelle del libro X delle Confessiones, ma non sono le uniche. Occorre allora valicare questi confini per cogliere, in una più ampia latitudine, l’originalità di Agostino.
È interessante ciò che egli disvela: la significativa polivalenza semantica del termine memoria e la versatilità della memoria, come facoltà dell’anima, nell’agire su piani sempre ulteriori. Per Agostino essa è prima di tutto un grande e misterioso potere, guida e motore del cammino di conoscenza che si innalza dal mondo sensibile fino a Dio; ma è anche l’antidoto contro l’oblio causato dal peccato originale, il ‚freno‘ posto allo scorrere del tempo lineare e la capacità di aprirsi all’eternità divina.
Il saggio ripercorre, attraverso tre diversi itinerari (il luogo, il tempo, l’immagine), questa densa riflessione agostiniana ed individua in essa un movente costante: tendere a Dio sondando le profondità dell’animo umano. La memoria incarna l’enigma e svela il mistero di quelle profondità: in quanto ‚spazio metafisico‘ essa è la radice prima ed ultima della possibilità umana di autotrascendersi rispondendo al richiamo di Dio che ha creato l’uomo capace li Lui.

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